26/06/2024
Il Documento Strategico del Commercio del Comune di Taranto fatica ad arrivare alla meta, nonostante i due anni di serrato confronto portato avanti da Confcommercio con metodo e meticolosa attenzione ai contenuti di uno strumento fondamentale per la programmazione delle politiche pubbliche del commercio di prossimità.
Il riferimento è a quanto accaduto in Consiglio comunale dove il Presidente della Commissione Attività Produttive, con un atto a sorpresa ha presentato un emendamento che stabilisce che quanti abbiano presentato istanza prima della approvazione del Documento Strategico del Commercio siano esclusi dalle nuove normative.
“Non ci saremmo mai aspettati – commenta Giuseppe Spadafino, vice presidente vicario Confcommercio- che dopo ore ed ore di discussione, analisi varie, elaborazione di proposte, proprio quando eravamo ormai certi di aver centrato tutti i temi e gli obiettivi prefissati, il Documento potesse approdare in Consiglio monco di un passaggio fondamentale per il regolamento delle aperture delle medie strutture di vendita, ed ‘arricchito’ a sorpresa di un emendamento mai discusso, inerente le istanze precedenti all’approvazione del DSC. Ci sentiamo raggirati, e riteniamo un atto di scorrettezza istituzionale quanto verificatosi nell’ultimo Consiglio comunale da parte di quanti si sono seduti con noi attorno allo stesso tavolo, pur avendo in serbo altri obiettivi e idee sui percorsi da avviare.
Il problema è di forma: è in discussione il rapporto istituzionale; di metodo: è mancato il confronto; di sostanza: non si condivide il contenuto dell’emendamento”
“Da notare inoltre che Confcommercio – evidenzia Stanislao Vitiello, presidente della delegazione Talsano Confcommercio ed esperto di pianificazione commerciale- aveva chiesto una modifica del Piano Strategico nella parte relativa alle disposizioni riguardati gli standard di parcheggio (così come previsto dal Regolamento regionale n. 11/2018 art. 2 comma 6) proponendo che nel caso di medie strutture di vendita i parcheggi pertinenziali fossero calcolati entro un raggio di 200 metri anziché 400 metri, ciò al fine di evitare accordi con autorimesse distanti, e nel caso di carenza di parcheggi fossero compensati da una monetizzazione i cui introiti possano essere utilizzati per il miglioramento dell’area. Proposta che non è stata accolta nel nuovo DSC e che – come ci è stato spiegato- sarà valutata prossimamente. Ci si chiede come mai non sia stato possibile accogliere la nostra richiesta e sia stato invece possibile dare il via libera all’emendamento. Siamo chiaramente disorientati da questo comportamento e ci dispiace che attorno ad un tema così delicato qual’ è quello della programmazione della rete del commercio cittadino manchi una visione comune che abbia come unico e solo obiettivo il bene della città”
