099 7796334
taranto@confcommercio.it

PIANO STRATEGICO COMMERCIO TARANTO- IL DOCUMENTO DELLA DISCORDIA

PIANO STRATEGICO COMMERCIO TARANTO- IL DOCUMENTO DELLA DISCORDIA

26/06/2024

Il Documento Strategico del Commercio del Comune di Taranto fatica ad arrivare alla meta, nonostante i due anni di serrato confronto portato avanti da Confcommercio con metodo e meticolosa attenzione ai contenuti di uno strumento fondamentale per la programmazione delle politiche pubbliche del commercio di prossimità.

Il riferimento è a quanto accaduto in Consiglio comunale dove il  Presidente della Commissione Attività Produttive, con un atto a sorpresa ha presentato un emendamento  che stabilisce che quanti abbiano presentato istanza prima della approvazione del Documento Strategico del Commercio  siano esclusi dalle nuove normative.

“Non ci saremmo mai aspettati  – commenta Giuseppe Spadafino, vice presidente vicario Confcommercio-  che dopo ore ed  ore di discussione, analisi varie,   elaborazione di proposte, proprio quando eravamo ormai certi di aver centrato tutti i temi e gli obiettivi prefissati, il Documento potesse approdare in Consiglio monco di un passaggio fondamentale per il regolamento delle  aperture delle medie strutture di vendita,  ed ‘arricchito’ a sorpresa  di un emendamento mai  discusso,  inerente le istanze precedenti all’approvazione del DSC. Ci sentiamo raggirati, e riteniamo un atto di scorrettezza istituzionale quanto verificatosi nell’ultimo Consiglio comunale da parte di quanti si sono  seduti con noi attorno  allo stesso tavolo,  pur avendo  in serbo altri obiettivi e idee sui percorsi da avviare.

Il problema è di forma: è  in discussione il rapporto istituzionale;  di metodo: è mancato il confronto;  di sostanza: non si condivide  il contenuto dell’emendamento”

“Da notare inoltre che Confcommercio – evidenzia Stanislao Vitiello, presidente della delegazione Talsano Confcommercio ed esperto di pianificazione commerciale-  aveva chiesto una modifica del Piano Strategico nella parte relativa alle disposizioni riguardati gli standard di parcheggio   (così come previsto dal Regolamento regionale n. 11/2018 art. 2 comma 6) proponendo che nel caso di medie strutture di vendita i parcheggi pertinenziali fossero  calcolati entro un raggio di 200 metri anziché 400 metri, ciò al fine di evitare accordi con  autorimesse distanti,  e nel caso di carenza di parcheggi fossero compensati da una monetizzazione  i cui introiti possano essere utilizzati per il miglioramento dell’area. Proposta che non è stata accolta nel nuovo DSC e che – come ci è stato spiegato-  sarà valutata prossimamente. Ci si chiede come mai non sia stato possibile accogliere la nostra richiesta e sia stato invece possibile dare il via libera all’emendamento. Siamo chiaramente disorientati da questo comportamento e ci dispiace che attorno ad un tema così delicato qual’ è quello della programmazione della rete del commercio cittadino manchi una visione comune che abbia come unico e solo obiettivo il bene della città”


Condividi
Menu