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Confcommercio Taranto - “contratti a ribasso: la sentenza del  Tribunale di Trani conferma la giustezza della lotta al  dumping Contrattuale” 

Confcommercio Taranto - “contratti a ribasso: la sentenza del  Tribunale di Trani conferma la giustezza della lotta al  dumping Contrattuale” 

18/03/2026

“La sentenza 622/2026 del Tribunale di Trani scoperchia il vaso di pandora della frammentazione contrattuale in Italia".  Così  commenta il  direttore di Confcommercio Taranto, Tullio Mancino, che analizza il recente pronunciamento dei giudici pugliesi sui contratti cosidetti ‘pirata’ in relazione  ai dati dell’Osservatorio Nazionale di Confcommercio.

"Oggi ci troviamo di fronte a una deriva pericolosa: oltre 1.000 contratti collettivi depositati al CNEL, contro i 550 di soli dieci anni fa. Questa proliferazione non è sinonimo di libertà, ma di un dumping contrattuale selvaggio che vede proliferare accordi sottoscritti da sigle fantasma, privi di reale rappresentatività."

Secondo le analisi di Confcommercio, l'applicazione di contratti a ribasso comporta una perdita di potere d'acquisto devastante: "Parliamo di differenziali salariali che possono raggiungere il 30% rispetto ai contratti leader. Per una Provincia come quella di Taranto già collocata al 99esimo posto su 107 Province per reddito medio disponibile pro capite (ISTAT), da una vertenza lavorativa tra le più drammatiche del Paese e un livello di disoccupazione giovanile del 28,4% (più del doppio rispetto alla media nazionale), la diffusione di contratti minoritari significa ulteriore perdita di potere d’acquisto (che a livello globale resta sotto il 0,4% ai livelli di vent’anni fa) si riflette inevitabilmente su un ribasso dei consumi interni. Se il lavoratore ha una busta paga erosa dal dumping, il primo a risentirne è il sistema del commercio di prossimità: i negozi di vicinato, che sono l'anima dei nostri quartieri, vedono svanire la loro clientela."

Mancino  pone poi l'accento sulla reputazione aziendale e sul futuro generazionale: "Il dumping contrattuale è il principale incentivo alla fuga dei nostri giovani. Proporre condizioni peggiorative significa dire alle nuove generazioni che il loro talento non ha valore qui. Come Confcommercio, difendiamo la contrattazione leader perché crediamo che la reputazione di un'impresa si costruisca sulla valorizzazione del capitale umano, non sulla compressione dei diritti.

La sentenza di Trani, definendo antisindacale il recesso unilaterale dai contratti maggiormente rappresentativi, conferma la bontà della mission di Confcommercio. Non permetteremo che la concorrenza sleale basata sul costo del lavoro distrugga le imprese sane del nostro territorio. La difesa del CCNL leader è una battaglia per la sopravvivenza economica e sociale del nostro territorio.” 


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