099 7796334
taranto@confcommercio.it

EX ILVA - Taranto non può continuare a pagare

EX ILVA - Taranto non può continuare a pagare

30/01/2024

L’ex Ilva/Acciaierie d’Italia,   dopo anni di veleni sparsi sulla città, ora si prepara a mettere in scena un nuovo atto  della tragi-commedia che incombe su Taranto.

Si profila il concreto rischio di un blocco non programmato  - ma voluto dal socio di maggioranza- dello stabilimento, evenienza  che non farebbe giustizia dei  danni provocati all’ambiente e alla salute dei cittadini e né ripagherebbe  le vite perse,  non darebbe prospettive economiche ai lavoratori, ma anzi acutizzerebbe la crisi economica del territorio, aprendo una voragine nel tessuto economico-sociale locale.

Vi sono in ballo crediti per 120 milioni di euro.  Giustamente le imprese dell’indotto, ormai al collasso, rivendicano i loro crediti. La protesta delle aziende della filiera, le ditte dell’indotto  e gli autotrasportatori, accende i riflettori su una situazione di cui, a distanza di dieci anni dall’ultimo cambio di proprietà,  ancora una volta è Taranto a pagarne le conseguenze.

L’impoverimento del territorio è tangibile e si avverte in tutti i settori dell’economia: dal manufatturiero, all’autotrasporto, l’edilizia, i servizi, le professioni, ed ovviamente anche il commercio, in particolare quello di vicinato, sul quale si ribalta a 360° la sofferenza economica,  finanziaria e occupazionale del territorio. Lo Stato ha il dovere di intervenire e dare risposte concrete alle imprese dell’indotto e agli autotrasportatori che in questi anni hanno garantito i servizi e la continuità operativa di Acciaierie d’Italia,  e che ora sono allo stremo e rischiano di non vedere riconosciuti i loro crediti.  Il Governo si faccia carico di un’ennesima situazione subita, determinata ancora una volta da strategie e scelte sbagliate le cui conseguenze ricadono sulla comunità locale. Taranto non può continuare a pagare per gli errori commessi da anni di politiche industriali miopi.


Condividi
Menu